Efrem Sabatti - Psicologo a Brescia

Gli stimoli vincenti


Gli stimoli vincenti

Cosa fa si che un corridore stringa i denti per arrivare in cima all’ennesima salita?


Cosa spinge un pugile al tappeto a ricominciare ad allenarsi dopo una sconfitta?

Probabilmente se facciamo appello soltanto alla forza di volontà, rischiamo di vedere soltanto una parte del discorso, dal momento che questa prevede uno sforzo basato sulla resistenza o sulla forza, senza considerare una dimensione in realtà estremamente importante: il piacere.

Ogni qualvolta una persona intraprende un’attività faticosa solo in cambio di un’ideale “mentale” come la volontà, soddisfa l’immagine di sé, la sua autostima.

Si gratifica, certo, ma questo tipo di approccio espone la persona ad alcuni “rischi”.

Prima di tutto non c’è alternativa, ma solo soddisfazione o frustrazione dell’immagine di sé.

Secondariamente non c’è gratificazione fisica, ossia manca il piacere.

Inseguiamo un obiettivo pregustando il piacere del raggiungerlo, il piacere del dissetarsi, di arrivare in cima ad una vetta e guardare il panorama, di sentire i muscoli rilassati alla fine dello sforzo, di immaginare gli abbracci e la gioia per aver finito.

Tutto questo si trasforma in immagini non solo in immagini mentali, ma in pregustazione fisica e sorregge la voglia di arrivare, non nel dovere.

Molti atleti riferiscono che magari, prima di iniziare l’attività non c’è voglia al pensiero dello sforzo, ma che lo fanno perché sanno che alla fine la soddisfazione, il piacere fisico e le sensazioni di benessere ripagheranno ampiamente di tutta la fatica.

Questa è una regola d’oro, che ad esempio la pubblicità ( o i motivatori) conoscono molto bene.

Invogliare la persona, orientarla al piacere che proverà quando raggiungerà il suo obiettivo, diventa la vera chiave vincente per ottenere risultati.

Dr. Efrem Sabatti _ www.psicologobresciasabatti.it

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