Efrem Sabatti - Psicologo a Brescia

Piccole riflessioni per cambiare il punto di vista e vivere meglio


Piccole riflessioni per cambiare il punto di vista e vivere meglio

A volte, come affermava Proust, il vero viaggio di scoperta, non consiste nel trovare nuove strade, ma nell’avere nuovi occhi.



Parafrasando questo aforisma ormai trito e ritrito, non possiamo però considerare quanto sia effettivamente ancora molto attuale.

Il grande problema che impedisce spesso una migliore espressione di noi stessi dipende proprio da una visione che, modificata, apre nuove prospettive di crescita e altrettante stimolanti soluzioni.

Questo sarà il tema che affronteremo. 



Come modificare molto, modificando poco.





-          Seguire ciò che ci piace ( e che ci viene bene)

Un tema che spesso ricorre e che molte volte viene frainteso o smontato con frasi del tipo “devi essere realista” o ancora “con i sogni non ci paghi le bollette”.

Forse in parte è vero, ma è altrettanto vero che i più grandi successi e realizzazioni nascono proprio quando la propria vena, il proprio talento, il proprio quid trova la breccia per poter entrare e realizzarsi.

Partire da ciò che piace permette di avere molte energie da investire perché pesa meno ( o nulla).

Se poi ciò che ci piace ci viene anche bene, questo innescherà sia un circolo virtuoso ottimale (più mi viene bene e più mi piace e mi motiva a farlo, ma facendolo di più miglioro e i successi mi porteranno a provare sempre più piacere e soddisfazione e, di conseguenza mi verrà sempre meglio).

Se poi tale azione portasse benessere agli altri? Beh, allora sarebbe ancora più soddisfacente.

E se potessi farlo diventare proprio un’attività remunerata?

Ma tutto ciò non è per caso l’ikigai, ossia l’arte di vivere felici?

-          Il potere dei piccoli gesti

Altro aspetto essenziale è la concentrazione su piccole azioni, piccoli gesti, perché tale approccio permette di iniziare senza pressioni, senza sforzi eccessivi, senza investimenti troppo onerosi da non poter essere mantenuti nel tempo.

Ciò non perché tale condizione debba diventare permanente.

Non perché si debba procedere piano o perché si debbano attendere anni procedendo un passetto alla volta.

Proprio il contrario.

Il piccolo cambiamento p incoraggiante e facilita un secondo cambiamento, un terzo, insomma, nell’arco di poco diventa esponenziale come una palla di neve che rotola giù per il pendio di una montagna innevata: cresce.

-          Elimina il concetto della scelta giusta (e di conseguenza la paura di sbagliare)    Elimina il concetto della scelta giusta (e di conseguenza la paura di sbagliare)

“Devo decidere, devo valutare ancora tanti pro e contro tra le due scelte, devo stare attento a non sbagliare” e nel frattempo il tempo e le opportunità scivolano tra le dita come l’acqua che non riusciamo a trattenere.

Di fatto il senso è proprio quello. Se prendiamo acqua tra le mani da una fontana o decidiamo di berla in poco tempo o più indugiamo più, goccia dopo goccia, inesorabilmente le nostre mani si svuotano.

Il problema della scelta “giusta” è che è una falsa questione.

Una persona che è brava in due lavori, o che ha due hobby o che è incastrato tra una dualità decisionale, spesso non deve fare la scelta giusta, ma rendere giusta la scelta fatta, ossia impegnarsi a fare il massimo all’interno di quella specifica situazione.

Ciò che invece accade nella maggior parte delle volte è che la persona inizia in maniera tiepida e titubante continuando a guardarsi indietro e chiedendosi “chissà come sarebbe andata se avessi fatto l’altra scelta”.

In tal modo si rischia proprio, paradossalmente, di non investire davvero tutto e quindi di non far rendere al massimo tale scelta.









Condividi