Efrem Sabatti - Psicologo a Brescia

Resilienza


Resilienza

Vuoi conoscere qualcosa di più sulla resilienza?



Sempre più spesso si sente parlare di resilienza, a volte anche in maniera poco appropriata.

Ma cos’è la resilienza? Come funziona e soprattutto, è possibile "allenarla?

Il termine “resilienza” viene preso a prestito dal mondo della fisica, perché rappresenta la capacità di un oggetto do assorbire un urto senza rompersi.

Orientato alla psicologia, quindi questo termine celebra la capacità di adattarsi agli eventi, soprattutto quando si attraversano momenti avversi o traumatici. Quest'atteggiamento permette alle persone di affrontare le avversità, ovviamente con sofferenza, ma con la capacità di uscirne più forti.Esistono delle caratteristiche che facilitano questa condizione?

Non c’è un profilo unico, ma diversi aspetti che si presentano spesso in queste persone. Prima di tutto la fiducia in se stessa, la capacità di adattamento e di autocontrollo.

Ha una visione orientata all’analisi della situazione e una disponibilità ad accettarla così com’è.

In un certo senso dice poco “sarebbe bello se la situazione andasse in questo modo” ma pensa molto più spesso “va così e con questo devo fare i conti” oppure “se voglio raggiungere il mio obiettivo devo accettare che le condizioni che ci sono, sono queste”.

Queste caratteristiche permettono di andare avanti anche quando le condizioni esterne sono più dure.

La resilienza, dunque, è una capacità che ci aiuta ad affrontare le difficoltà di ogni giorno ma anche i momenti più duri, senza però perdere la speranza e l'autostima.

Le persone che tendono ad arrendersi molto presto solitamente sono poco resilienti.

Fino a qui tutto bene. Beate le persone che “sono così”.

Nient’affatto. Per fortuna la resilienza non è un dono di natura, ma una condizione che possiamo apprendere.

Come?

In un certo senso è la caratteristica che permette di trasformare un momento difficile in un'occasione di crescita personale

È possibile accrescere la resilienza?

Assolutamente sì, se coltiviamo e sviluppiamo una serie di caratteristiche personali e di contesto che contribuiscono a creare l’ambiente adatto perché la resilienza prosperi.

Prima di tutto crea una buona "rete sociale", perché l’AMBIENTE FA LA DIFFERENZA.

Per quanto possiamo essere forti, brillanti, tenaci, siamo pur sempre esseri sociali per definizione e non possiamo prescindere dall’ambiente dentro al quale ci muoviamo.

È ormai dimostrato che, per via dei neuroni specchio e delle implicazioni retroattive che questi determinano sulla nostra psiche e sul nostro umore, il timo di umore delle persone intorno a noi, contagia il nostro.

Vivere con persone pessimiste, rassegnate, tristi, sconfitte, determina sicuramente un impatto negativo sulla nostra resilienza.

Definiamo, alleniamo e sviluppiamo i nostri obiettivi.

Questo è un altro aspetto fondamentale, perché più riusciamo a definire obiettivi in grado di stimolarci, più svegliamo dentro di noi un’altra grande forza, il desiderio.

È il desiderio che attiva la motivazione, che crea le condizioni emotive più ottimali, che aumenta la propensione anche ad accettare delle botte pur di raggiungere l’obiettivo e, quindi , agisce positivamente sulla nostra resilienza.

Alcune domande utili per creare buoni obiettivi, quindi, sono le seguenti:

Il mio obiettivo è definito?

Il mio obiettivo è motivante

il mio obiettivo mi migliora?

Il mio obiettivo è scomponibile in parti più piccole?



Gli obiettivi danno una direzione, mentre non avere mete nella vita rende tutto più difficile. 







Datti da fare e MUOVI IL C******0

Lo so, può sembrare una esortazione un po' volgare, ma molto efficace!





Dobbiamo AGIRE. Troppo spesso infatti il suggerimento precedente di definire gli obiettivi, rischia di impantanarsi in infiniti ragionamenti, teorie, fantasie, rimurginazioni che conducono tutte allo stesso, deleterio effetto finale.

Si pensa tanto, ma si agisce poco. Ed è l’azione l’unico strumento per determinare un cambiamento. Per rinforzare la nostra esperienza e migliorarla.



                                                                                                Per cui diamoci da fare.                                                                 











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